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Tutte le modalità attraverso cui usufruire del bonus amianto nel corso del 2026: importi, percentuali, vantaggi.

Sono ancora tantissimi gli immobili in Italia che hanno parti di amianto. Questo materiale fu infatti ampiamente utilizzato per circa 100 anni, fino ai primi anni ’90. Fu poi la Legge n. 257/1992 a vietarne l’utilizzo in quanto considerato cancerogeno, ma questo non proibì a molti proprietari di conservarlo nella propria abitazione. Lo si ritrovava (e lo si ritrova ancora) sui tetti (soprattutto dei garage), nei rivestimenti delle tubature industriali e domestiche e spesso come materiale isolante termico/acustico e ignifugo per coprire le canne fumarie e alcune guarnizioni. A farla da padrone nel suo ampio utilizzo fu soprattutto il basso costo con cui lo si acquistava, a spese però della salute. Per incentivare la rimozione dell’amianto è stato previsto un bonus, valido per tutto il 2026. Vediamone i dettagli.

Bonus amianto: come beneficiarne

Lo si definisce comunemente ‘bonus amianto’ ma, in realtà, si tratta di una detrazione che si può portare nella dichiarazione dei redditi, purchè il pagamento sia stato effettuato col cosiddetto ‘bonifico parlante’, vale a dire con pagamenti tracciabili. Dell’agevolazione in questione, dunque, non si beneficia nell’immediato, ma solo tramite il credito che risulterà dal 730. L’importo spettante viene suddiviso in 10 quote annuali di pari valore. Inoltre è necessario che la bonifica sia svolta da operatori qualificati iscritti all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali.

Esistono 3 strade attraverso cui godere dell’agevolazione:

  • bonus ristrutturazioni;
  • Ecobonus;
  • bando Inail.

Bonus ristrutturazioni

Nell’ambito del bonus ristrutturazioni rientrano anche gli interventi di bonifica dell’amianto. L’operazione deve essere inquadrata come manutenzione straordinaria, risanamento conservativo oppure ristrutturazione, così da poter accedere al beneficio fiscale.

La percentuale dello sconto fiscale varia a seconda della destinazione dell’abitazione da cui si vuole rimuovere l’amianto. Per l’abitazione principale è riconosciuta una detrazione pari al 50% delle spese sostenute, mentre per seconde case, locali professionali o altri fabbricati l’aliquota si riduce al 36%. Il tetto massimo su cui calcolare il beneficio resta fissato a 96 mila euro per ciascuna unità immobiliare oggetto dell’intervento.

Il vantaggio fiscale non riguarda solo la rimozione in sè dell’amianto, ma va a coprire ogni singola fase dell’intero processo di bonifica: le spese professionali per sopralluoghi, analisi tecniche, redazione delle perizie e predisposizione della documentazione obbligatoria; i costi sostenuti per lo smontaggio, l’imballaggio, il trasporto e il conferimento in impianti autorizzati; oltre anche alla realizzazione della nuova copertura, inclusa la fornitura dei materiali sostitutivi e la posa in opera.

Ecobonus

Un’alta strada per beneficare del ‘bonus amianto’ è quella dell’ecobonus. In questo caso occorre inquadrare la bonifica all’interno di lavori di riqualificazione energetica. Anche nell’ambito dell’ecobonus le percentuali di detrazione restano pari al 50% per l’abitazione principale e al 36% per gli altri immobili, ma la rimozione dell’amianto deve essere collegata a un miglioramento delle prestazioni termiche dell’edificio.

 Per gli interventi di riqualificazione complessiva dell’edificio si può arrivare fino a 100 mila euro di spesa agevolabile, mentre per opere come isolamento termico di pareti e coperture o sostituzione degli infissi il limite si attesta generalmente a 60 mila euro.

Bando Inail per le imprese

Anche molte imprese hanno ancora alcuni rivestimenti in amianto. Per poter procedere in opere di rimozione e bonifica ammortizzando i costi possono avvalersi del bando Inail, valido per il biennio 2025-26.

Sono previsti contributi a fondo perduto che coprono il 65% delle spese ammissibili, con un finanziamento minimo di 5 mila euro per progetti di importo almeno pari a 7.693 euro e un limite massimo di 130 mila euro. Qualora poi la bonifica sia accompagnata dall’installazione di impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo, la parte energetica può ottenere un sostegno ancora più elevato, arrivando fino all’80% della spesa entro un extra di 20 mila euro, sempre nel rispetto del massimale complessivo previsto dal bando.

Ogni dettaglio lo si può reperire nel Bando ISI Inail, in cui sono indicate le modalità per partecipare, i vantaggi e i requisiti.

Perchè è importante il bonus amianto

Il bonus amianto ha come scopo quello di spingere sempre più privati e aziende a rimuovere l’eternit su larga scala, in modo da restituire un ambiente più salubre. Gioco forza è ovviamente il risparmio dei costi.

Solitamente infatti le ditte specializzate prevedono importi che variano generalmente tra 10 € e 15 € al mq, inclusi rimozione, trasporto e smaltimento a norma. Tuttavia, per piccole superfici (sotto i 100-150 mq), le ditte spesso applicano costi forfettari. L’accessibilità del tetto, lo spessore dell’amianto e la necessità di ponteggi possono far aumentare il prezzo.

Sono poi previste anche soluzioni alternative rispetto al vero e proprio smaltimento, come ad esempio l’incapsulamento, attraverso un trattamento ad hoc con vernici speciali. In questo caso gli importi bazzicano intorno agli 8-20 €/mq.